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Sylvain Chavanel (© Pisoni) - Italiani al Tour 2010


ELOGIO DELLA FOLLIA DEL TOUR: CHAVANEL, TAPPA E MAGLIA GIALLA; ANDY SCHLECK, CORSA A RISCHIO

Spa (Belgio)
5 lug 2010


Domani l’arrivo ad Arenberg, per chiudere la due giorni delle classiche del Tour

Non è un caso che ieri, domenica, il Tour sia partito proprio dal ponte di Erasmo a Rotterdam. Erasmo era di Rotterdam, e in realtà si chiamava Geert Geertsz.

Era un filosofo e un teologo olandese, che con il suo "Elogio della Follia" è considerato come uno dei fondatori del pensiero protestante che prendeva piede nell’Europa continentale del quindicesimo secolo.

Follia, protesta. Due variabili della tappa di ieri, di quel Tour de France battezzato da Erasmo che potrebbe vivere sotto queste stelle per un bel pò. Almeno fino a domenica a Morzine.
La protesta è quella di Sylvain Chavanel, che a inizio 2009 passò dalla Cofidis alla Quick Step per essere bollato quasi da subito come un perdente.

Non che il corridore di Châtellerault abbia fatto molto per togliersi di dosso questa scomoda etichetta. In una stagione e mezza in maglia Quick Step una tappa alla Parigi - Nizza e il prologo dell’Eneco Tour. Poco, troppo poco per un trentunenne con un talento cristallino come il suo.

Lo Chavanel triste della Quick Step è tornato a essere lo Chavanel sorridente della Cofidis a Spa. A Spa - pochi chilometri da Francorchamps, ultima gioia del Tour 1980 per Bernard Hinault prima del crack sui Pirenei - Chavanel ha vinto la mini Liegi del Tour 2010, la tappa dei saliscendi e delle côtes del "plat pays" cantato da Jacques Brel.
L’ha vinta rischiando, l’ha vinta nella maniera con la quale spesso ha perso (tante) corse nell’ultimo anno e mezzo. L’ha vinta anche grazie alla follia - ed ecco che qui ritorna implacabile Erasmo da Rotterdam - dei fratelli Schleck, andati a terra nella discesa dello Stockeu a 30 chilometri dall’arrivo. Erano troppo indietro rispetto ai big, lo fa capire pure l’indispettito Cancellara che lì davanti vorrebbe andare a prendere la fuga e mantenere la sua maglia gialla.

Così Chavanel fa doppietta con tappa e maglia, mentre i big si guardano e decidono di non farsi del male a vicenda. Il gruppo compatto - con un Andy Schleck dolorante a un gomito che ha seriamente rischiato di pregiudicare il suo Tour - arriva a 3’56 dal francese della Vienne.
Aveva 59’ da Cancellara, Chavanel : e aveva quasi perso le speranze ai trenta dall’arrivo, quando il ritorno del péloton sembrava imminente. Poi la caduta (coinvolti anche il Petacchi in verde e Gavazzi, fuggitivo della prima ora), che ha spezzato il forcing del gruppo.

Chavanel è volato verso il traguardo, dopo aver lasciato per strada anche Roelandts della Omega Pharm, l’altro reduce della fuga a sette partita dopo appena 14 chilometri di corsa.

L’ultimo arrivo extrafrancese di questo Tour è anche un pò belga, nonostante la vittoria trasalpina : Quick Step vincente, in giallo e pure a pois, grazie agli sprint sulle côtes di Jerome Pineau, che gli italiani avevano imparato a conoscere a Novi Ligure nell’ultimo Giro. Una vittoria franco belga, insomma, in quella terra "di nessuno" che è la Vallonia. Sempre ripudiata dai vicini francesi, bistrattata dai cugini fiamminghi che recentemente hanno pure votato per una scissione delle due provincie e - di fatto - per lo scioglimento del Belgio.

Che la politica rimanga fuori dal Tour, ci mancherebbe. Ma nel Tour di Erasmo da Rotterdam un pò di colore (o pazzia, chiamatelo come volete) è lecito averlo, soprattutto in tappe colorite ma fredde come queste.



DOMANI L’ARRIVO AD ARENBERG, PER CHIUDERE LA DUE GIORNI DELLE CLASSICHE DEL TOUR



Dici Arenberg e pensi subito alla Parigi - Roubaix, alla primavera che nasce anche qui al Nord della Francia, tra le miniere di carbone e le pianure sconfinate che arrivano fino al Belgio. In qualche modo sarà così anche domani, anche se il paesaggio sarà diverso rispetto a quelle dell’Enfer du Nord che si corre qui in ogni mese di aprile.

Siamo a luglio, siamo al Tour, siamo in una delle tappe più temute di questa edizione numero 97 della Grande Boucle. Quasi fosse un Tourmalet, quasi ci fossero Croix de Fer, Aravis e Magdelaine in sequenza : ma domani non c’è una salita, c’è il pavè.

Quel pavè duro che amava tanto Franco Ballerini, quel pavè che non farà dormire stanotte Armstrong e Contador, quel pavé che tormenterà i sogni - o meglio gli incubi - di un Andy Schleck indolenzito e impaurito.
Domani non si vince il Tour, ma si potrebbe perderlo. E quindi la paura dei protagonisti è più che giustificata.

Quattro tratti di pavé - in totale neanche 15 chilometri - ma tutti prima del finale della celebre foresta di Arenberg : il solo nome evoca decenni di storia del ciclismo e - quindi - il relativo rispetto dovuto.

Si parte dalla Freccia Vallone e si arriva nella Parigi Roubaix : dopo la Liegi Bastogne Liegi di oggi il Tour onorerà domani altre due delle più grandi corse del ciclismo moderno. Dici Freccia ma non dici il muro du Huy, perchè si partirà da Wanze, che sta a due passi da quella salita che quest’anno ha consacrato la maglia arcobaleno di Cadel Evans e fatto capire che Nibali è finalmente maturo. In compenso ci sarà il pavè, tanto caro a Fabian Cancellara. Vincere qui - anche se non è la Roubaix ma ci assomiglia, fosse solo per la vegetazione un pò più rigogliosa e il clima meno tetro del solito - e riprendersi la maglia gialla potrebbe valere una carriera.

Tradotto in termini matematici, significa legittimare un primato che durerebbe almeno fino a domenica a Morzine. E magari mettere pure a tacere le voci di un motore nella bici, un vero insulto per uno come lui, che il motore ce l’ha nelle gambe.

ORDINE D'ARRIVO

1. Sylvain Chavanel (Fra) Quick Step 4:40:48
2. Maxime Bouet (Fra) AG2R La Mondiale 0:03:56
3. Fabian Wegmann (Ger) Team Milram
4. Robbie McEwen (Aus) Team Katusha
5. Christian Knees (Ger) Team Milram
6. Jurgen Roelandts (Bel) Omega Pharma-Lotto
7. Thor Hushovd (Nor) Cervelo Test Team
8. Linus Gerdemann (Ger) Team Milram
9. Matthieu Ladagnous (Fra) Française des Jeux
10. Bernhard Eisel (Aut) Team HTC - Columbia

CLASSIFICA DOPO 2^ TAPPA

1. Sylvain Chavanel (Fra) Quick Step 10:01:25
2. Fabian Cancellara (Swi) Team Saxo Bank 0:02:57
3. Tony Martin (Ger) Team HTC - Columbia 0:03:07
4. David Millar (GBr) Garmin - Transitions 0:03:17
5. Lance Armstrong (USA) Team Radioshack 0:03:19
6. Geraint Thomas (GBr) Sky Professional Cycling Team 0:03:20
7. Alberto Contador Velasco (Spa) Astana 0:03:24
8. Levi Leipheimer (USA) Team Radioshack 0:03:25
9. Edvald Boasson Hagen (Nor) Sky Professional Cycling Team 0:03:29
10. Linus Gerdemann (Ger) Team Milram 0:03:32

VEDI ANCHE
5 lug 2010: STRIKE AL TOUR DE FRANCE: GAVAZZI A ATERRA
5 lug 2010: KREUZIGER COINVOLTO NELLA CADUTA DELLO STOCKEAU

TAPPE PRECEDENTI
4 lug 2010: TOUR, DAL GROVIGLIO SPUNTA ALE-JET
3 lug 2010: IL TOUR È INIZIATO, CANCELLARA IN GIALLO

Fotografie © Antonio Pisoni


Sylvain Chavanel

Sylvain Chavanel

Alessandro Petacchi

Tony Martin

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