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Alessandro Petacchi (© AP/LaPresse)


PETACCHI: SCENA MUTA CON I NAS

Firenze (FI)
28 lug 2010


Durante il Tour sembrava non vedesse l'ora di chiarire la sua situazione. "Appena torno chiarisco tutto", aveva detto di fronte a tutti i media. E invece, all'appuntamento con i Nas di Firenze che insieme a quelli di Brescia e alla Guardia di Finanza di Padova stanno conducendo l'inchiesta doping, Alessandro Petacchi ha fatto scena muta avvalendosi della facoltà di non rispondere.


"Una strategia - precisa l'avvocato Angelini, che difende il velocista spezzino - che ho deciso io perché ho il dovere si scegliere la linea migliore di difesa. Lui avrebbe voluto rispondere". Strategia che non aiuta a dipanare la matassa delle accuse, delle quali dovrà rispondere già il prossimo 3 agosto alla giustizia sportiva. Per tale data, infatti, è stato fissato l'incontro con Ettore Torri, capo della Procura antidoping del Coni. Per una condanna sportiva basterebbero anche semplici indizi, purché univoci, ma l'incartamento nelle mani dell'ente del Foro Italico che riguarda lo sprinter di Saronni è voluminoso e consistente.

Le contestazioni, pesantissime, sono note da tempo: Petacchi è accusato di possesso, uso e procacciamento di sostanze dopanti come il pfc (perfluorocarburo, un potente e pericolosissimo trasportatore di ossigeno usato in rianimazione) e albumina umana. Reati ex legge 376/2000, tutti risalenti a quest'anno quando (aprile 2010), fu perquisita la sua abitazione e quella del compagno nella Lampre, Bernucci. Dunque Petacchi sapeva di essere coinvolto in questa vicenda già molto tempo prima del Tour.

Ma a casa dello sprinter non fu trovato nulla di compromettente. Mentre fu fermata all'aeroporto di Pisa la moglie di Bernucci in procinto di raggiungere il marito in una classica del nord. Aveva con sé, secondo l'accusa, il famigerato pfc in fiale, la moderna frontiera del doping irrintracciabile. A chi lo doveva portare? A casa di Bernucci, la cui posizione appare molto delicata nell'inchiesta, furono rinvenuti altri prodotti dopanti fra i quali l'albumina umana, un diluente ematico. Ora l'inchiesta dovrà chiarire anche perché e a favore di cui quei prodotti venivano conservati. E anche quali rapporti sono intercorsi fra i due atleti; quali le rispettive responsabilità. Il futuro si annuncia pieno di nuvole e per lo sprinter spezzino l'obbiettivo mondiale a Melbourne diventa lontanissimo.

Petacchi, infatti, 36 anni, oltre 150 vittorie in carriera, in caso di condanna sportiva rischia addirittura la radiazione. Ha già alle spalle una sentenza per doping. Il salbutamolo del Giro d'Italia 2007 che gli è costato un anno di stop e la perdita di tutte le tappe (e dei premi) vinti in quell'occasione. L'impianto accusatorio, in mano anche alla Procura antidoping del Coni, lascerebbe poche vie di fuga, specie se, come spesso accade in questi casi, a sostenere le tesi degli inquirenti ci dovessero essere documenti ed intercettazioni ambientali compromettenti. E proprio in questi giorni i Nas di Firenze sono stati in trasferta in Francia. Per segnalare qualcosa anche agli inquirenti francesi? Il fatto che lo sprinter coinvolto in questa inchiesta abbia vinto due tappe e la maglia verde finale non giova certo all'immagine della corsa transalpina, solitamente molto attenta a questo genere di situazioni. Al momento della corsa nessuno dell'organizzazione ha mosso paglia. Per molto meno di una pesante accusa di doping al Tour sono stati allontanati atleti e dirigenti; ma evidentemente i tempi sono cambiati. E anche se questo Tour ha dato l'impressione di essere stato uno dei meno compromessi, rispetto al passato, prendere decisioni scomode nel mondo dello sport-business è sempre difficile.

Petacchi si è presentato in anticipo all'appuntamento di Firenze. Ed è riuscito in qualche modo ad eludere la folla di giornalisti e telecamere che lo attendeva. Prima di lui, sceso dal solito mega-suv che ormai è un "must" per i protagonisti dello sport di vertice, era stato sentito il compagno di squadra Bernucci, accompagnato dalla moglie. Ma anche lui, uscendo, ha fatto scena muta. E, ovviamente, si è avvalso della facoltà di non rispondere con gli inquirenti.

VEDI ANCHE
28 lug 2010: ARMSTRONG A GIUDIZIO PER DOPING

http://www.sportpro.it/

Tratto da l'editoriale di Eugenio Capodacqua


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