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GIANNI SAVIO: "UNA STAGIONE DA INCORNICIARE"

Aosta (AO)

27 Giu 2012


Avevamo lasciato Gianni Savio all’inizio del Giro d’Italia (GIANNI SAVIO, TRA PRESENTE E FUTURO DEL CICLISMO del 3 Maggio 2012), reduce da un inizio di stagione più che positivo, e lo ritroviamo dopo due mesi ricchi di successi e soddisfazioni.

Allora Gianni, tra Giro d’Italia e Campionati nazionali il bilancio più che positivo è eccellente.

Non posso nasconderti che sono stati due mesi ricchi di soddisfazioni, con due vittorie, oltre i numerosi piazzamenti, al Giro e tre titoli nazionali tra Italia e Venezuela.

Partiamo dal Campionato italiano.

È stato fantastico, una grandissima soddisfazione.
Un risultato, quello di Franco Pellizzotti, che supera l’aspetto sportivo ed entra nel profilo umano.
Franco è stato bravissimo nel crederci sempre: per due anni si è allenato tutti i giorni e ha fatto la vita da atleta, quando l’ho incontrato la prima volta quest’anno me ne sono reso conto subito, da quanto era tirato.
Dimostrazione ne è proprio la prestazione al tricolore, vista l’enorme difficoltà del tracciato, che non lasciava spazio all’improvvisazione ed ha prodotto la gara più bella da diversi anni a questa parte.
L’abbiamo preparato scupolosamente, con un raduno in altura e con la Route du Sud. Sapevo che ci sarebbe stata una selezione naturale e che bisognava misurare le forze fino all’ultimo. L’amico Scarponi, avete visto, ha pagato proprio nel finale lo sforzo fatto attaccando troppo da lontano. Franco è scattato al penultimo giro non per attaccare, ma per vedere la condizione degli avversari, poi si è fatto raggiungere sferrando l’attacco all’ultimo giro.
Se la meritava questa vittoria, e devo dirti che mi sono molto commosso anche io.

La Androni prosegue così nella sua opera di rilancio dei corridori "caduti in disgrazia". Peraltro è di questi giorni l’ingaggio anche di Mattia Gavazzi.

Non ti nascondo che è un ruolo che mi piace questo: dare fiducia, e in qualche modo aiutare, chi ha avuto dei problemi è un approccio molto importante anche nel mondo dello sport.
Poi le situazioni hanno ognuna la propria particolarità: c’è chi meritava una nuova chance dopo le note vicende e chi invece, come Mattia, ha bisogno di un rilancio dopo un difficile momento personale.

Tornando ai Campionati nazionali, oltre al titolo italiano hai portato a casa anche due titoli venezuelani.

E ci tengo a ricordare anche il quinto posto di Moreno in Spagna.
Sono state delle giornate fantastiche.

Quali obiettivi per la seconda parte di stagione?

Faremo tutte le classiche del calendario italiano, oltre a diverse corse in Spagna e Francia e la Vuelta Venezuela.

Il sogno è Franco Pellizzotti vincitore del Giro di Lombardia?

La speranza è che tutti i miei corridori diano il massimo nelle corse a cui parteciperemo.
Quanto alla tua domanda, meglio essere scaramantici.

L’organico per il prossimo anno è già definito?

La mia filosofia di lavoro è quella di ingaggiare i corridori solo quando sono certo della copertura economica totale.
Fortunatamente, visto il periodo molto difficile, ho già rinnovato con molti sponsor.
Posso dirti che i punti fissi saranno Franco Pellizzotti, Fabio Felline e Jackson Rodriguez.
Tutti quanti i miei corridori avranno comunque, come da filosofia di squadra, ampia libertà di attaccare e giocarsi le proprie chances in ogni corsa a cui parteciperemo.
Come avrai visto anche quest’anno, pur avendo Rujano come capitano, la squadra non è mai stata Rujano-dipendente.

José Rujano, forse l’unico capitolo negativo della stagione.

Purtroppo devo dire che è così, ma ci tengo a sottolineare che il problema non sono le mancate prestazioni al Giro. Nessuno gli chiedeva di vincere il Giro o compiere chissà quale impresa: noi l’unica cosa che gli chiedevamo era di onorare la corsa e finire il Giro. Semmai, in questo senso, è lui che lanciava proclami, trovandosi così nella situazione di dover rispondere agli altri delle mancate prestazioni. E così, oltre a non terminare la corsa, ha tirato fuori questa fantasia della mononucleosi che non sta né in cielo né in terra. In diciassette tappe ha sempre detto di stare bene, lo ha detto al medico e a tutti noi nelle riunione tecniche, poi, dopo che è crollato a Cortina, di punto in bianco ha detto di stare male.
Peraltro, non aveva bisogno di giustificarsi di nulla, perché poteva avere avuto una crisi e comunque nessuno gli ha contestato nulla. Poi, però, senza motivo si ritira a tre giorni dal termine dal termine con un quadro clinico tale da non rendere necessario il ritiro. Gli accertamenti compiuti dal nostro medico sociale hanno rilevato esclusivamente le tracce di una mononucleosi pregressa, risalente ad anni prima.
Come se non bastasse, il suo ufficio stampa, oltre a dire cose che alterano la realtà dei fatti, ha violato le norme UCI che stabiliscono che l’unico medico responsabile dei corridori è quello della squadra.
C’è di più: il suo comunicato stampa parla di un ritiro per mononucleosi, ma poi indica le Olimpiadi come prossimo obiettivo. Una contraddizione in poche righe, visto che ci vanno mesi per curare una mononucleosi!
Ad ogni modo, una volta ristabilita la verità, per quanto mi riguarda José ha tutta la possibilità di riscattarsi nel prosieguo della stagione.

Il Giro d’Italia è ormai lontano, ci vuoi dire i ricordi rimasti più impressi nella tua mente?

E’ stato un grande Giro per la nostra squadra, e risultati parlano da sé.
Il ricordo che più mi emoziona ancora oggi è la vittoria di Rubiano, un corridore che era stato emarginato dal movimento, ma che è comunque riuscito a tenere duro e proseguire con l’attività.
Quel giorno l’ho incitato come se fossi un commentatore sudamericano (Savio-Scinto 1-1, ndr), lui non stava nella pelle e voleva andare via in solitaria a cinquanta chilometri dall’arrivo, ma sono riuscito a trattenerlo fino all’ultima salita.
Ci tengo a ricordare anche la determinazione e la professionalità di José Serpa, che ha voluto correre tutto il Giro nonostante la frattura alla mano che si era procurato nelle prime tappe danesi.

Tra poco partirai per la Vuelta Venezuela, appuntamento importantissimo per la tua squadra che proprio dal Venezuela è co-sponsorizzata, ma immagino che la testa sia già alle Olimpiadi, dove guiderai la rappresentativa venezuelana.

La Vuelta Venezuela è per noi una corsa importantissima, come puoi ben immaginare, e ci teniamo a fare molto bene, anche alla luce dei recenti successi nel campionato nazionale.
Concentratissimo su questo obiettivo, attendo comunque con emozione i Giochi Olimpici, a cui sarò presente per la terza volta, dopo essere stato ad Atene come CT della Colombia ed avere guidato già a Pechino la nazionale Venezuelana.
Partecipare alle Olimpiadi è un’esperienza incredibile e non vedo l’ora di essere a Londra.

Alla vigilia del Giro ci siamo lasciati con un pronostico sulla corsa rosa. E’ d’obbligo quindi, a pochi giorni dal via, farne uno anche sul Tour de France.

Se anche questa volta sono obbligato a fare un nome solo, dico Wiggins.

VEDI ANCHE
21 Mag 2012: UN GIORNO AL GIRO CON LA ANDRONI-VENEZUELA
3 Mag 2012: GIANNI SAVIO, TRA PRESENTE E FUTURO DEL CICLISMO

© Riproduzione riservata
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